Aviazione russa nei cieli di Siria - Russian Air Force over the Syria

L'intervento  delle forze armate russe nel settembre 2015, affidato soprattutto alla Voenno-Vozdušnye Sily (VVS),  ha inferto dei colpi letali al califfato. Però non è stato gradito da molte nazioni, soprattutto dagli USA, sia per questioni politiche che per la condotta  della campagna di bombardamenti.

The operation of the Russian armed forces in September 2015 has stopped the expansion of the caliphate. This intervention, especially led to Voenno-vozdušnye Sily (VVS), however, was not liked by many nations for political reasons and for the strategy of indiscriminate bombing.


INTERVENTO

L’intervento russo nella guerra in Siria ha di certo contribuito a cambiare i piani degli uomini di Abu Bakr al-Baghdadi. Le orde barbariche jihadiste sono in rotta e le grandi aree centrali del paese lentamente ritrovano la loro libertà (anche se non è chiaro da chi sono stati liberati).
Ma cosa ha decretato il ribaltamento della situazione che fino a fine 2015 vedeva le milizie dell’ISIL (poi ISIS) allargasi e annettere porzioni di territorio a cavallo tra il Tigli e l’Eufrate, mentre le forze governative, Esercito e aviazione siriana, erano incapaci di fermarle?
Hanno inciso un insieme di fattori (che qui non analizzo), ma uno dei più importanti è stato l’intervento imponente dei russi, e in particolare dell’aviazione (da non dimenticare che anche la coalizione a guida occidentale ha contribuito con le missioni aeree), con attività prevalentemente di bombardamento contro generici obiettivi terroristici, che per i russi includono i jihadisti ma non solo.
Il 30 settembre 2015, la Camera alta dell'Assemblea federale russa, ha ratificato l'ordine del presidente russo Vladimir Putin per dispiegare l'Air Force russa in Siria, che in realtà era già presente da qualche mese con alcuni velivoli.
Infatti già da agosto 2015, la Russia aveva cominciato a inviare in Siria aerei da guerra, carri armati T-90, artiglieria, così come truppe da combattimento nella base aerea di Khmeimim  (o Hmeimim), ristrutturata nel giro di qualche mese, vicino alla città portuale di Latakia.




DISPIEGAMENTO

Nel settembre 2015 le fotografie dei satelliti USA hanno identificato alcuni degli aerei da combattimento parcheggiati sulla pista della Khmeimim Air Base : 4 Sukhoi Su-30SMS , 12 SukhoiSu-25S appartenenti alla 368 Assault  Aviation Regiment di Budyonnovsk e 12 Sukhoi24M2S insieme a una dozzina di elicotteri, di cui 10 Mi-24PN e Mi-35M e un paio di elicotteri Mi-8 AMTSh del 387 Army Aviation Air Base di Budyonnovsk. In seguito Khmeimim è stata ampliata con l’apertura della seconda pista e attualmente può ospitare più di 50 aerei compresi gli Antonov An-124 Ruslan, Ilyushin Il-76 aerei da trasporto, Sukhoi Su-24S , Sukhoi Su-25SSukhoi Su-34S, Mil Mi-24 elicotteri e Mil Mi-8 di supporto.
Alla fine di gennaio 2016, l'aviazione russa ha dispiegato gli ultimi gioielli, il Sukhoi Su-35 e nel febbraio 2016 è stato segnalato schierato sulla base un aereo spia  Tupolev Tu-214R ISR (Intelligence Surveillance Reconnaissance).



Oltre i velivoli già citati, infatti operano gli elicotteri K-52 da combattimento; inoltre la portaerei Admiral Kuznekov naviga davanti le coste siriane imbarcando 15 Su-33, MiG-29K/KUB, e 10 elicotteri Ka-52K, Ka-27 and Ka-31.




Nelle operazioni di bombardamento sono stati coinvolti anche bombardieri strategici Tupolev Tu 22 M3 che fino al 15 agosto decollavano dalle basi di Engels e Modzok site nel sud-ovest della Russia coprendo un tragitto di quasi 3000 km, con rifornimenti in volo da parte di Ilyushin IL 78 M. Il 15 agosto, a seguito degli accordi con l'Iran, un contingente di 6 bombardieri Tu-22M3 è stato schierato nella Hamedan Air Base, nell'Iran occidentale, con il supporto degli Il-76 aerei da trasporto. Ora che la distanza si è ridotta a circa 700 km, gli attacchi aerei possono essere portati su richiesta e con un risparmio in termini operativi.





PERDITE

La situazione sia sul terreno e in cielo è difficile e articolata a causa dell'eccessivo affollamento di aerei appartenenti ai 34 paesi sia della coalizione che russi, ma anche Israeliani.
Ne è la prova l’abbattimento di un Sukhoi SU 24 da parte di 2 F 16 turchi il 24 novembre 2015 che ha irrigidito le relazioni tra i due paesi. In un primo momento sembrava che il velivolo con la stella rossa volasse sopra il confine turco, successivamente, con le scuse di Erdogan, sembrerebbe che i russi non avessero violato lo spazio aereo anche se questo non è stato mai ammesso ufficialmente dal Presidente turco.
Non bisogna scordare l'abbattimento il 9 luglio di un MI 35M (anche se un video su Youtube lo indica come un Mi 24) caduto al suolo dopo un’evidente esplosione avvenuta in coda, nel corso di una missione di attacco al suolo nella provincia siriana di Homs, ad est di Palmyra, contro un folto gruppo di miliziani dello Stato Islamico che stavano attaccando le posizioni delle truppe siriane. Difficile comprendere dal video se l’elicottero è stato colpito dal fuoco nemico o se si sia trovato nella scia di lancio dei razzi del velivolo che stava alle sue spalle (il cosiddetto (il cosiddetto “fuoco amico”) o ancora se un arma in dotazione allo stesso abbia avuto un malfunzionamento tale da causarne un’esplosione che ha danneggiato il velivolo.
Poi il 1° agosto 2016 un MIL Mi 8 è stato abbattuto; morti i 5 componenti tra cui due civili. Il velivolo, secondo Mosca, è stato abbattuto con fuoco proveniente da terra mentre si dirigeva all'aerodromo di Hmeymim dopo aver fornito aiuti umanitari alla città di Aleppo. Ad abbatterlo sarebbero stati miliziani armati dell'opposizione che invece fanno sapere che si trattava di un velivolo che stava compiendo operazioni militari.



AEREI SCHIERATI IN TEATRO

Come avete avuto modo di vedere l'aviazione russa ha schierato il meglio della sua linea di volo, sia con velivoli ad ala fissa che con quelli ad ala rotante, non dimenticando quelli imbarcati nella portaerei. Ma riassumiamoli:



SUKHOI SU 30SMS

SUKHOI SU 33 (imbarcato)

SUKHOI SU 35S

SUKHOI 34S

SUKOI 24M2S

STRATEGIA RUSSA

La strategia usata dall'aviazione russa nel teatro siriano con il bombardamento indiscriminato di centri abitati, ospedali, e strutture civili ha scatenato polemiche e accuse contro i generali e Putin stesso. Il Cremlino ha giustificato il suo intervento in Siria sulla base di due dei 11 azioni strategiche codificati nella dottrina militare Nazionale pubblicata nel 2010.
La dottrina delinea gli obiettivi ammissibili di qualsiasi dispiegamento militare russo. Essi includono "contrastare pericoli esterni," arrestare la "diffusione del terrorismo internazionale", limitando la "presenza di fonti di tensioni / interreligiose interetnici" e sconfiggere "l'estremismo violento in varie regioni del mondo." Pertanto, lo scopo dell'intervento militare russo in Siria può essere definito per costringere l'opposizione siriana ad avviare dei negoziati sulle condizioni poste da Mosca, con l'obiettivo di stabilizzare la posizione del regime del presidente siriano Bashar Al Assad.
Non solo l'intera strategia militare russa in Siria, ma tutte le sue tattiche, sono pianificate per raggiungere questo obiettivo con tutti i metodi, a prescindere dalle conseguenze.
La catena di comando per le forze russe in Siria va da Mosca fino al quartier generale della 58^ divisione,  schierata alla base aerea Khmeimim, 25 chilometri a sud di Latakia. Il suo strumento principale è il gruppo dell’aviazione che attualmente ha alle dipendenze tre reggimenti.
Un gruppo di cacciabombardieri include uno squadrone operativo con quattro Su-30SMS, quattro Su-34S e quattro Su-35S. Un altro è dotato di 12 Su-24M / M2 e Su-24M-SVP-24S. Una terza unità è un reggimento elicottero dotato di un totale di 15 Mil Mi-8, 19 Mil Mi-24 e Mi-35NS più tre elicotteri da combattimento Mi-28N.


La VKS applica il  "blue-gold”aircrew arrangement", ovvero il raddoppio dell’equipaggio di volo per velivolo, consentendo di alternare per ognuno di loro ogni giorno di missione un giorno di riposo.
Il Targeting Cell russo emana quotidianamente  dei tasking con circa 24 a 36 ore di anticipo, trasmettendo agli equipaggi le coordinate geografiche specifiche degli obiettivi. Gli equipaggi quindi hanno il tempo di pianificare e programmare i sistemi di navigazione e di attacco dei loro velivoli. La sicurezza è una questione di primaria importanza non solo perché ai comandanti militari russi non piace l'idea di perdere aerei, ma perché il potere politico, sempre memore del valore propagandistico delle operazioni, non può permettersi una cattiva pubblicità.
Pertanto, ben al di sopra il 95 per cento di sortite di combattimento, i cacciabombardieri volano a quote medie tra i 15.000 e i 20.000 piedi (5000 e i 6500 metri), dove gli aerei rimangono fuori della portata delle difese nemiche, in particolare i sistemi di difesa aerea man-paid.
Una volta decollati, gli aerei volano con l’auto-pilota inserito fino all’area operativa, poi e a mezzo puntamento computerizzato vengono sganciate le bombe. Nel complesso, la maggior parte delle sortite sono abbastanza semplici e raramente durano più di 45 minuti. Sortite più lunghi includono attacchi su più bersagli,  che a volte possono durare fino a 1,5 ore.
Sia che la missione è condotta di giorno o di notte, oltre il 80 per cento degli ordigni sono bombe "stupide", a caduta. Ovviamente, in caso di rilascio da altezze medie, spesso attraverso una copertura nuvolosa, tali armi sono grossolanamente inesatte.
La VKS è perfettamente a conoscenza di questo gap e ha parzialmente cercato di superare questo problema attraverso la realizzazione di bombe a grappolo, i cui effetti dovrebbero coprire un'area più grande (e fare più vittime N.d.A). Tuttavia,  indipendentemente dalle ripercussioni spesso catastrofiche per la popolazione locale, quasi tutti gli ordigni schierati in Siria risalgono al 1980 e quindi spesso rimangono inesplose.
Al contrario, il Cremlino ha screditato come "invenzioni" tutti i rapporti  di cui li si accusa di bombardare ospedali, impianti di depurazione delle acque e strutture civili simili, o di spiegare il problema con comunicati stampa circa l'apparentemente mitica precisione sistemi di navigazione e attacco russi. 
In più di 9.000 sortite di combattimento tra la fine di settembre 2015 e la fine di febbraio 2016, la VKS è riuscita a eliminare solo circa una dozzina di comandanti ribelli locali, una manciata di ufficiali di Al Nusrah e non un solo leader ISIS.
Durante lo stesso periodo la maggior parte delle operazioni di "decapitazione" - tra cui l’attacco nel dicembre 2015 che ha ucciso Zahran Alloush, il famoso leader del Fronte islamico - sono state intraprese dalla Syrian Arab Air Force. Fatta eccezione per il Su-24MK2S, la maggior parte degli aeromobili siriani sono obsoleti, ma il targeting della SyAAF si basa su servizi di intelligence molto più efficienti ed esperti, con numerosi informatori tra l'opposizione.
La filosofia delle operazioni della VKS 'in Siria è racchiusa nella mentalità russa, in una diversa concezione della guerra e il ruolo del potere aereo.
I comandanti russi ed i loro piloti non sono stupidi, sono al corrente delle prestazione tecniche dei loro aerei e gli effetti le loro armi. Allo stesso modo, i servizi segreti, che forniscono le informazioni, conoscono la natura e la tipologia degli obiettivi.
Tuttavia, quello che potrebbe apparire agli occidentali come tattiche prive di immaginazione e di un completo disprezzo per la vita umana hanno, agli occhi dei comandanti politici e militari russi, lo scopo di raggiungere obiettivi politici con mezzi militari.
I leader russi, i comandanti e piloti in prima linea sono tutti convinti che quello che stanno facendo è il modo giusto per "vincere" la guerra in Siria.
Il problema principale è che quando i russi hanno deciso l’ intervento militare in Siria, i principali leader politici e militari russi si sono illusi. Si aspettavano di raggiungere i loro obiettivi con metodi relativamente a buon mercato e facili, se brutali.



Tuttavia le esperienze occidentali delle guerre nei Balcani e in Medio Oriente hanno chiaramente dimostrato che la sola potenza aerea non può mai funzionare solo con la sua magica fama. In effetti, le esperienze russe della guerra in Cecenia hanno dimostrato che anche l'uso più robusto della forza aerea - senza preoccupazione per le vittime civili - non può mai avere un effetto a breve termine. Tuttavia, poiché il fallimento militare in Siria è completamente inaccettabile per Mosca - e ormai è evidente che il VKS non è riuscita a rispettare il risultato politico desiderato – i leader russi hanno ordinato agli equipaggi VKS di bombardare le aree occupate dall'opposizione siriana. L'intenzione è quella di rendere la vita in quelle aree insopportabile in modo che i leader delle opposizioni anti Assad accettino le condizioni di Mosca. Questa è la ragione della tragedia umana cui stiamo assistendo in Siria in questi giorni.
Solo il tempo ci dirà come la professionalità e il rispetto degli aviatori russi sarà influenzato dal numero elevato di vittime civili che i bombardamenti stanno causando. (articolo originale in inglese tratto da warisboring.com traduzione e adattamento a cura dell'autore del blog) 
L'articolo di cui sopra è una testimonianza reale e diretta che trova riscontri nelle valutazioni intelligence degli analisti NATO e americani.

CONCLUSIONI

Nel febbraio 2016 la Russia per la prima volta, in chiave propagandistica, ha portato un confronto diretto con la cosiddetta coalizione anti ISIS a guida Usa, sciorinando cifre e sottolineando indirettamente una forte sproporzione tra il numero di obiettivi colpiti nell'ultima settimana dalla Russia (1.300) e dalla coalizione occidentale (50), ma glissando sull'efficacia dei bombardamenti, soprattutto sulla qualità dei target acquisiti (bombardamenti stile II Guerra Mondiale per i russi e "decapitazione chirurgica" per la coalizione).
Il dispiegamento di così tanti tipi di velivoli è da ricercarsi dal fatto che la Siria è un ideale banco di prova per testare gli armamenti russi, soprattutto le numerose linee di volo della Voenno-Vozdušnye Sily; la guerra in Siria è una guerra sporca, senza regole e le organizzazioni internazionali non sempre presenti (a causa delle oggettive difficoltà) hanno difficoltà a denunciare le violazioni. Di conseguenza  per i russi non ci sono “regole” e i cosiddetti "danni collaterali"sono la norma (più volte l'aviazione russa è stata accusata di bombardare ospedali e centri abitati), regole invece molto severe per le aeronautiche della coalizione, senza contare che il teatro siriano è la discarica del munizionamento russo fabbricato negli anni '80 e quindi obsoleto.
Con l'intervento in Siria Putin si è aggiudicato la presenza russa che negli ultimi anni era quasi scomparsa, riportando quell'area sotto gli interessi nazionali. Ciò significa  uno sbocco sul Mare Mediterraneo per la flotta, grazie alla base navale siriana di Tartus e il controllo aereo di tutta o quasi l'area mediorientale considerando che la base di Khmeimim sarà data in gestione all'aviazione russa. Insomma in futuro se si vorrà parlare di Medio Oriente si dovrà coinvolgere lo Zar il cui progetto è riportare la madrepatria alla "grandeur" di un tempo.
E' indubbio che l'intervento russo è stato decisivo ma  il prezzo da pagare è tutt'ora un pauroso e non più sopportabile aumento delle vittime civili a causa anche degli attacchi degli aerei con la stella rossa.

SIMULAZIONE

Il prossimo post è dedicato alla simulazione per coloro che desiderino pilotare un jet russo.


Mig 29 per FSX


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